Il settore televisivo nazionale vive settimane di agitazione: la presentazione dei palinsesti Mediaset 2025/26, svoltasi l’8 luglio a Cologno Monzese, ha acceso i riflettori su decisioni che mutano gli equilibri del piccolo schermo. Fra applausi e sussurri, i dirigenti hanno delineato un assetto che premia alcuni volti e ne accantona altri, lasciando il pubblico a interrogarsi sul significato di certe esclusioni.
Novità e conferme sul tavolo Mediaset
Gianluigi Nuzzi erediterà Pomeriggio Cinque, scelta che conferma la volontà dell’azienda di puntare su un timbro giornalistico più spinto.
Nel frattempo, Tommaso Labate otterrà una finestra su Rete 4, segno del desiderio di svecchiare la fascia dell’access prime time con toni meno urlati.
Il doppio appuntamento di “Striscia la Notizia” rimane nel cassetto: la sperimentazione, inizialmente prevista per l’autunno, slitta a data da destinarsi e il tam-tam dei fan si fa sentire.
Sullo sfondo, il contratto di Myrta Merlino viene rinnovato: una conferma che bilancia le rinunce, pur lasciando campo aperto alle domande sugli investimenti futuri.
Carriere in bilico: Giambruno e Cattelan
Dopo l’uscita di scena da “Diario del Giorno”, Andrea Giambruno si ritrova caporedattore senza telecamera davanti: un incarico di prestigio sul piano editoriale, ma lontano dai riflettori che ne avevano sostenuto la popolarità.
Pier Silvio Berlusconi ha ammesso di aver visionato un format internazionale condotto da Alessandro Cattelan, senza però confermare produzioni imminenti. Al momento il conduttore piemontese resta in stand-by, intento a valutare opportunità che possano valorizzarne la cifra stilistica.
La platea televisiva assiste, consapevole che una finestra su nuovi progetti potrebbe aprirsi da un giorno all’altro, qualora si presentasse la combinazione giusta di tempi e budget.
Il caso Alessia Marcuzzi
Per Alessia Marcuzzi il palinsesto Mediaset non riserva spazi: dopo anni da protagonista fra Canale 5 e Italia 1, la conduttrice osserva da lontano l’emittente che aveva segnato la sua ascesa.
Il recente entusiasmo per “Boomerissima” su Rai 2 pare non bastare a riannodare i fili con Cologno Monzese; dalle stanze dei bottoni filtrano poche parole, eppure il messaggio appare chiaro.
Viene da chiedersi se contino soltanto gli ascolti o se giochi un ruolo pure l’esigenza di un rinnovamento profondo del volto aziendale: il silenzio, in questo caso, pesa più di mille conferenze stampa.
Tra corridoi e camerini si percepisce una delusione non dichiarata, un sentimento che segna la fine di un’epoca iniziata con “Colpo di fulmine” e proseguita tra prime serate di grande risonanza.

